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New Perspectives, workshop con Tangible

martedì 29 settembre 2020

New Perspectives

In bilico tra Reale e Virtuale, l’approccio inclusivo è ormai imprescindibile e fondamentale.

Arianna Ciccarelli e Anna Sabella, insieme a Maura Gancitano, (con il suo intervento “Abitare il futuro: diversità e inclusione tra le potenzialità e i rischi del web”) saranno ospiti al Tangible Day, a Santarcangelo di Romagna (RM) dalle ore 9,30 alle 11,30 un evento organizzato per sottolineare l’importanza di un nuovo linguaggio per una maggiore attenzione alla “diversità”, per un miglioramento dei rapporti umani e dei risultati professionali.
A seguire, un workshop dedicato a Tangible sull’importanza dell’approccio inclusivo nella progettazione delle interfacce dei software e delle app.

“È necessario prendere consapevolezza sull’uso strumentale delle emozioni e dei sentimenti da parte di chi fomenta gli animi contro una minoranza qualsiasi, al solo scopo di affermare il proprio potere, di fatto privando di libertà e dignità sia chi è discriminato sia chi discrimina.”

Anna Sabella e Arianna Ciccarelli di Artdisk al workshop di Tangible

L’inclusione è un concetto di cui si sta parlando moltissimo in questo periodo storico. In realtà lo sforzo da fare è quello di non pensare per categorie o per differenze ma avere un approccio quanto più privo di pregiudizi, affinché si possano considerare le diversità come peculiarità o come caratteristiche personali.

Quando si parla di comunicazione inclusiva, è necessario tenere conto non solo delle differenze di genere, ma anche di religione, di provenienza geografica, di status sociale e anche di età anagrafica.

Questo approccio è importante non solo dal punto di vista etico, umano e sociale -perchè una persona che si sente parte di un qualcosa è sicuramente più “sana” di una persona che si sente un pesce fuor d’acqua- ma è un approccio utile anche in un’ottica finalizzata al marketing.

La sfida della comunicazione inclusiva è quella di pensare (e quindi progettare) senza stereotipi e senza dare nulla per scontato, cosa di per sé già molto difficile a causa dei condizionamenti sociali e culturali. La sfida è avere un approccio neutrale e piatto, cosa che, in fondo, contraddice il significato stesso della parola “inclusione”, che invece presuppone l’esistenza di un gruppo che include e di un gruppo che dev’essere incluso. Ma chi decide chi includere o escludere. E, soprattutto, includere o escludere da cosa?

La vera sfida è suggerire uno scenario nuovo, una prospettiva inedita o una narrazione alternativa, ma soprattutto è una responsabilità e un dovere che tutti coloro che comunicano qualcosa devono fare propria ed applicare anche nella quotidianità.